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Ancora roghi tossici a Tor Sapienza: per gli abitanti una domenica alla diossina

Rientro dalle vacanze amaro per i residenti costretti a barricarsi in casa a causa di un rogo appiccato nel campo di via Salviati. Non funziona la strategia del Comune per arginare il fenomeno

Il rogo di domenica 31 agosto - Foto CdQ Tor Sapienza

Di nuovo roghi tossici, ancora Tor Sapienza. Ieri, domenica 31 agosto, per tanti romani giorno di rientro dalle vacanze, gli abitanti di via Salviati sono stati accolti dall’ennesimo rogo alla diossina proveniente dal vicino campo rom.

"Tutti tornano dalla ferie e riprendono la ordinaria attività lavorativa. E il campo rom di via Salviati non è da meno", il commento sarcastico di Giuseppe Giorgioli, segretario del C.d.Q Tor Sapienza, che ha inviato agli organi di stampa le immagini del rogo. 

E il Campidoglio? Non si può dire che l’azione della giunta Marino sia stata tempestiva. Tutt’altro: per conoscere i piani del Comune gli abitanti hanno dovuto aspettare lo scorso luglio, quando il Sindaco ha risposto ad un’interrogazione popolare presentata dai comitati di quartiere.

Nella lettera il Sindaco si dice consapevole "del rilievo assunto dalle politiche di contrasto al degrado e al ripristino del decoro, a garanzia dell’immagine della città di Roma". Le misure pensate dal primo cittadino non sembrano però aver avuto molta fortuna e alcune di esse devono ancora trovare attuazione. Vediamole nel dettaglio.  

L'AZIONE DEL COMUNE - Rispondendo agli abitanti Marino rivendica di aver istituito un’unità organizzativa apposita che in collaborazione con la Polizia Locale e le Forze dell’Ordine, "svolge una costante attività di monitoraggio e controllo dei micro e macro insediamenti abusivi". Nella lettera viene poi affermato che è in corso di elaborazione una proposta di "Regolamento dei villaggi attrezzati e centri di accoglienza".

Il Campidoglio rivendica inoltre i risultati raggiunti nella lotta all’illegalità nei campi con la confisca, da parte del Corpo Forestale dello Stato, di decine di autocarri usati dai nomadi per la raccolta e il commercio illegale dei rifiuti. 

L’ALBO - Infine il Sindaco ha riproposto l’idea di regolamentare "l’attività di raccolta di rifiuti ingombranti e ferrosi e di altri materiali recuperabili da parte degli operatori in forma ambulante", istituendo un registro apposito. Una mossa che secondo Marino servirebbe "sia a ricondurre nell’alveo della legalità un settore di lavoro che garantisce guadagni consistenti, sia a contribuire in modo significativo alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente e della salute". 

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