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Tor Sapienza in piazza contro i roghi e l'abbandono delle istituzioni: "Ridateci il nostro quartiere"

Cinquecento persone senza bandiere e simboli politici hanno urlato la propria rabbia contro i roghi di via Salviati e la voce di un possibile arrivo di rifugiati in via Rucellai

Piazza Cesare De Cupis affollata per la manifestazione

La rabbia della periferia est monta giorno dopo giorno. Ieri pomeriggio l'esasperazione è esplosa a Tor Sapienza dove cinquencento persone, senza bandiere o simboli politici, sono scese in piazza contro l'abbandono del quartiere da parte delle istituzioni. Residenti, giovani e meno giovani, radunati dal comitato di quartiere, hanno bloccato piazza Cesare De Cupis, esponendo cartelli contro l'amministrazione Marino. Bersaglio della protesta i roghi tossici, diventati ormai quotidiana consuetudine per un quartiere costretto da anni a vivere con il campo rom di via Salviati.

Cavi elettrici bruciati per ricavare il rame sono ormai l'ingrediente principale delle serate del quartiere i cui abitanti hanno trascorso un'intera estate con le finestre chiuse. "E' un incubo. Ormai ogni giorno veniamo appestati da questo fumo nero e tossico che non ci permette di respirare", racconta un'anziana scesa in piazza nonostante la non proprio tenera età. "Promettono interventi, si affacciano qui ogni volta che scendiamo in piazza, ma poi puntualmente tutto riprende come prima".

Una situazione pericolosa questa di Tor Sapienza. La convivenza con il campo 'tollerato', nominalmente situato nel IV municipio, ma materialmente ricadente nel V, è ogni giorno più difficile. Secondo gli abitanti i rom all'interno aumentano sempre di più e quella che una volta era una comunità integrata nel quartiere, si sta disperdendo. Colpa dei roghi soprattutto, ma anche dei ripetuti furti che si registrano. Racconta un residente: "Sono arrivati a rubare i panni stesi ai piani più bassi. E' chiaro io non posso dire che siano stati i rom. Però che siano rom, italiani o immigrati, è un dato che questi fatti non devono accadere e se accadono bisogna fare qualcosa affinchè la situazione cambi".

A rendere incandescente la situazione anche la voce che circola in maniera incontrollata di un possibile arrivo di immigrati in via Rucellai. Da qualche giorno è in atto un presidio fuori dall'ex falegnameria. Una voce, soltanto una voce. Eppure è bastata a far salire ancora di più la rabbia. Così ieri oltre ai 500 di piazza de Cupis, altre 100 persone si sono radunate in presidio davanti al civico 6 dove dovrebbero arrivare i migranti. A smentire la voce ci ha pensato il presidente del municipio Giammarco Palmieri, presente alla manifestazione, che ha categoricamente escluso la possibilità. "A Tor Sapienza non ci sara' alcun nuovo centro di accoglienza per i richiedenti asilo. Il campo di via Salviati chiuderà, intanto è necessario ridurre il numero delle presenze che sono diventate troppe rispetto alla capienza". Non del tutto convinti i cittadini presenti, che hanno chiesto "maggiore presenza delle istituzioni. Siamo abbandonati. Ogni giorno sui social network facciamo vedere il degrado che regna nella zona. E'ora di intervenire".

 A Tor Sapienza ha fatto capolino anche l'ex sindaco Alemanno che ha visitato la zona accompagnato da alcuni abitanti.

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