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Quando una bottega in periferia era un sogno: ridotti in macerie i locali commerciali, ora si attende la riqualificazione

Le immagini dal complesso Ater di viale Giorgio Morandi a Tor Sapienza, dove sono iniziate le procedure di abbattimento dei locali commerciali poi occupati a scopo abitativo. Ma delle ruspe non c'è traccia da oltre un mese

 

“Sembra di stare in una zona di guerra”. Un’affermazione che trova conferma nell’immagine che una persona ha non appena fa ingresso nel complesso delle case popolari Ater di Viale Giorgio Morandi, dove a luglio sono iniziati i lavori di demolizione del comparto centrale dove un tempo sorgeva il centro commerciale del quartiere, ma che poi negli ultimi anni è stato occupato a scopo abitativo. Macerie davanti agli ingressi per evitare nuove occupazioni, ma dei mezzi di lavoro nessuna traccia. Con il timore che la situazione resti così com’è ancora a lungo.

Ad accompagnare Roma Today, Nicola Galloro, abitante storico ed ex calzolaio che in quel centro commerciale aveva avviato la sua attività nel 1980: Sono arrivato qui come assegnatario dopo molti anni vissuti al borghetto Prenestino dove vivevo con la mia famiglia, originaria della Calabria - racconta -. Era un sogno venire a vivere qui all’epoca, era curato e funzionale. Poi la delinquenza, l’abbandono e le occupazioni. Ed ora siamo così”. Insieme a Nicola c’è il fotografo Antonio Scione che con l’associazione Monocrom ha lavorato ad un libro fotografico: “Mi colpì la miseria e la disperazione di chi viveva qui”.

Prima gli sgomberi, poi l’annuncio per piano di riqualificazione da parte di Ater. Un intervento atteso da anni perché ormai era diventata una convivenza difficile, quella tra occupanti e abitanti delle case popolari: “Vogliamo avere fiducia nel direttore Ater - dice Nuccia D’Alessandro, vice presidente del comitato di quartiere Morandi-Cremona -, quindi confidiamo in una ripresa dei lavori. Qui servono degli spazi di aggregazione e ci auguriamo che possano sorgere proprio li”.

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