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Ferrovia Termini-Centocelle, trasporti in affanno per il Covid19. Associazioni all'attacco: "Raggi porti il capolinea a Giardinetti"

L'appello dell'associazione TrasportiAmo: "E' necessario garantire il distanziamento sui mezzi pubblici"

"Raggi ammette difficoltà nel trasporto pubblico locale ma non si muove per la Centocelle-Giardinetti". L'associazione TrasportiAmo, che da sempre si batte per la riapertura dell'ultimo tratto della ferrovia che parte da Termini, entra nel dibattito sulle percentuali di riempimento dei mezzi pubblici di trasporto in relazione alla necessità di contenere i contagi di Coronavirus e torna all'attacco per la sua causa. "Con l’aumento dei casi positivi a Roma e nel Lazio diventa prioritario garantire il distanziamento sociale sui mezzi pubblici in previsione della riapertura delle scuole. E intensificare le sanificazioni, modificando i protocolli che regolamentano la periodicità delle stesse", scrive in una nota.

La linea ferroviaria ha coperto fino al 2015 la tratta che va da Termini fino a Giardinetti poi, con l'apertura della metro C, è stata interrotta fino a Centocelle suscitando fin da subito il malcontento di alcuni quartieri che sorgono lungo la linea. Attualmente il ministero dei Trasporti ha approvato il progetto per trasformarla in un vero e proprio tram che dovrebbe riconnettersi al sistema su ferro cittadino. Una rete di comitati e associazioni del territorio però chiedono che nel frattempo il capolinea venga nuovamente portato a Giardinetti, a ridosso del Grande raccordo anulare.

"Nella Capitale la sindaca Raggi ammette che il parco vetture è insufficiente", continuano, "e mentre dice questo, dopo svariate iniezioni di ottimismo spalmate nei social, lei e la sua maggioranza pentastellata non muovono un dito per riaprire l’esercizio della tratta Centocelle-Giardinetti della ferrovia Roma-Giardinetti, malgrado le istanze degli abitanti del Municipio V e VI, dei Comitati e Associazioni, tra cui il Coordinamento Roma-Giardinetti, che abbiamo istituito insieme a Legambiente Lazio, l’Osservatore Regionale sui Trasporti e l’UTP-Assoutenti, nonostante la mozione 220/20 approvata in giugno da tutta l’Assemblea Capitolina"

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Così scatta la denuncia: "È una situazione veramente vergognosa. C’è un’infrastruttura tecnicamente pronta all’uso, che rappresenta una risorsa per il territorio e un’alternativa sostenibile alla Linea C, non in grado di supportare i flussi passeggeri del versante, e la politica, in primis il Campidoglio, fa finta di nulla, ignora gli appelli e le reali criticità annesse alla pandemia", concludono. 

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