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Un supermercato tra cavità e reperti storici: per Boccuzzi (M5s) era "una questione privata", poi si sveglia e chiede controlli

Il 9 settembre il presidente del V municipio e l'assessora Capoccioni hanno chiesto ai propri uffici ulteriori controlli. L'Ecomuseo Casilino, per diversi motivi, ha chiesto la sospensione dei cantieri

Avviare “una serie di azioni di verifica e controllo” tenuto conto “della pericolosità diffusa di cavità sotterranee e della tipologia di interventi da realizzare”. Non solo. “Se ritenuto necessario” si richiede di “sospendere in via precauzionale i lavori in essere”. Oggetto della comunicazione: “Lavori di demolizione e ricostruzione di via Casilina 701”, proprio là dove nelle scorse settimane sono stati distrutti i capannoni dell’ex catena di negozi di abbigliamento Balloon e sta per sorgere un nuovo supermercato con parcheggi interrati e anche qualche cubatura residenziale. Ė questo il contenuto di una nota che il presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi, e l’assessora ai Lavori Pubblici, Roberta Capoccioni, hanno scritto il 9 settembre al direttore della Direzione tecnica del V municipio.

Un vero e proprio ripensamento da parte del minisindaco pentastellato che nel maggio scorso, rispondendo a un’interrogazione avanzata a marzo dal consigliere di opposizione, Christian Belluzzo, scriveva: “Il complesso edilizio risulta essere privato e pertanto non rientrante nelle competenze ascritte al Municipio”. Non solo. Nel corso di una commissione municipale Trasparenza che si è tenuta a luglio proprio sul tema Boccuzzi spiegava: “Si tratta di un progetto di abbattimento e ricostruzione senza aumento di cubatura. Ė un’area privata e il progetto rispetta i canoni”. A riguardo va specificato che gli uffici municipali preposti non hanno sollevato problemi in merito al progetto. Va anche rilevato, però, che Boccuzzi sapeva da mesi della sua esistenza così come sapeva che l’area è piena di cavità sotterranee.

Perché, allora, attivarsi solo oggi? Come emerge dalla comunicazione citata all’inizio dell’articolo a far scattare la richiesta di ‘verifiche e controlli’ è stata una nota del dipartimento Programmazione e attuazione urbanistica (Pau) dell’8 settembre che chiedeva al municipio V di effettuare analoghi controlli su un’altra area del territorio con problemi simili. “In seguito a quella comunicazione abbiamo ritenuto opportuno chiedere verifiche e accertamenti anche per via Casilina 701”, ha spiegato Boccuzzi a Romatoday. “Nei mesi scorsi avevo chiesto garanzie agli uffici tecnici e mi è stato detto che erano dei lavori di demolizione e ricostruzione senza aumento di cubatura, solo in seguito ho saputo che c’erano anche i parcheggi interrati. Senza addossare responsabilità agli uffici tecnici ho ritenuto opportuno chiedere ulteriori accertamenti”.

Questo, va sempre specificato, non significa che il perimetro in questione sia sicuramente interessato da cavità ma che in questo momento, a un anno dalla presentazione della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), a nove mesi dall’apertura della conferenza dei servizi da parte del dipartimento capitolino Commercio per l’autorizzazione di un’attività commerciale di media grandezza, e a cantiere aperto con demolizioni già avvenute, il presidente del Municipio e la sua assessora ai Lavori pubblici non abbiano certezza che non sia così.

Eppure l’area circostante è da tempo conosciuta per la presenza di cavità nel sottosuolo. Nella ‘Carta della pericolosità e vulnerabilità geologica del territorio comunale’ inserita nel Piano regolatore generale sull’area compare un pallino rosso che indica come la zona sia “interessata da sprofondamenti catastrofici del piano di campagna o della sede stradale”, in quanto interessata in passato “in modo pervasivo da escavazioni in sotterraneo”. Nel 2017 gli uffici capitolini competenti (Protezione civile, Programmazione urbanistica, Infrastrutture e Manutenzione urbana) hanno effettuato un rilevamento delle cavità sotterranee nell’area del parco di Villa de Sanctis, il cui ingresso si trova a meno di 200 metri da dove sorgerà il supermercato, e nella Carta della pericolosità allegata a quella relazione, tra via dei Gordiani e via Balzani, macchie viola e rosse indicano una fascia di territorio a pericolosità alta e medio alta.

cavità villa de sanctis-2

La mappa delle cavità allegata alla Relazione tecnica redatta da Roma Capitale nel novembre 2017.

Proprio per stabilizzare le cavità di Villa De Sanctis e di via Balzani il dipartimento Simu nel 2018 ha aperto un bando da un milione e 300 mila euro. I lavori stanno partendo in queste settimane. Non solo. Una memoria della giunta Raggi del gennaio 2017, dedicata espressamente al territorio del V municipio, prevede che “per ogni intervento edilizio sul territorio municipale che interessi fondazioni, nuove costruzioni, realizzazione di piani interrati” i soggetti proponenti hanno “l'obbligo di presentare una specifica Relazione geologica che attesti anche la non invasività dell'intervento proposto nei confronti delle preesistenze circostanti”. Mentre scriviamo non siamo ancora riusciti a sapere se la memoria di Giunta renda obbligatoria la Relazione geologica e nemmeno se questa sia già stata presentata dai proponenti e ora sia già tra i documenti depositati presso gli uffici municipali. Di certo c’è la richiesta di ulteriori indagini da parte di Boccuzzi e Capoccioni.

Il progetto è di quelli destinati a cambiare il volto di quel pezzo di territorio che sorge a ridosso del parco di Villa De Sanctis e a meno di 400 metri dal Mausoleo di Sant’Elena. Una struttura commerciale da 20mila metri cubi con magazzini (altri 1200 metri cubi circa), abitazioni di pertinenza (1900 metri cubi circa pari a 511 metri quadri), per un totale di tre piani (interrato, terra e primo) che si estende su un lotto di 8mila e 700 metri quadrati circa di superficie. Il progetto è stato presentato dalla società Magazzini Gabrielli spa e il supermercato sarà a marchio Tigre. Dopo la demolizione degli ex capannoni Baloon verrà realizzata una nuova struttura commerciale senza cambio di destinazione d’uso e di volumetria ma con nuova sagoma e una nuova ubicazione. Nel settembre del 2019 è stata presentata una Scia (Segnalazione certificato di inizio attività) in alternativa al permesso a costruire in base al Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (Decreto del presidente della Repubblica 380 del 2001). Tutto l’iter edilizio era in capo al V municipio.

Alcuni consiglieri municipali e diverse realtà del territorio interpellate da Romatoday in questi giorni, non hanno potuto far altro che ripensare alle battaglie del presidente, quando era ancora un consigliere di opposizione, contro la realizzazione del Lidl di via dell’Acqua Bullicante, contro il quale si era sollevata la protesta di numerose realtà del territorio.

L’associazione Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros ha inviato ieri a un lungo elenco di assessorati e dipartimenti competenti e alla sindaca Virginia Raggi una richiesta di sospensione sia del cantiere sia dell’autorizzazione commerciale in dirittura d’arrivo presso gli uffici del dipartimento Attività Produttive. “Autorizzare interventi puntiformi, senza pianificazione complessiva, comporta la disarticolazione dell’unitarietà di un territorio che è stato riconosciuto Ecomuseo di importanza regionale dalla Regione Lazio proprio per il sistema patrimoniale (ambientale, paesaggistico e culturale) ivi rintracciabile”, si legge nella lettera. L’area è infatti oggetto del Piano Particolareggiato adottato da Roma Capitale nel 2002 ma mai approvato “che destina quelle aree ad altre funzioni oggetto di futura pianificazione particolareggiata”.

L’attuale iter, quindi, scrive l’Ecomuseo, “potrebbe configurare trasformazioni incoerenti”. Quel fazzoletto di suolo inoltre è inserito anche nel perimetro dello ‘Schema di assetto generale dell'anello verde’ approvato e presentato dalla Giunta Raggi quest’estate che però non ha ancora terminato il suo iter autorizzativo e non è quindi vigente. Quel documento, scrive l’associazione, “predispone linee guida di pianificazione non conformi a quelle espresse dal progetto”. C’è poi la mappa delle tutele archeologiche. L’area in questione non è direttamente vincolata ma sorge ai margini di luoghi che lo sono. “Sorgerà a ridosso del tracciato dell’antica via Labicana, in prossimità di un territorio doppiamente vincolato (Vincolo “Tor Pignattara” decreto ministeriale 10.3.1994 e vincolo “Ad Duas Lauros” decreto ministeriale 24.10.1994), in prossimità del Parco Archeologico di Centocelle, del noto ipogeo di Villa Cellere e di fatto adiacente alle cosiddette catacombe di Centocelle”.

Seguono poi le motivazioni geologiche già trattate e “un aggravio delle condizioni legate alla circolazione veicolare”. Per questo l’Ecomuseo Casilino chiede, tra le altre cose, di “inviare il progetto alla valutazione del Comitato per la Qualità Urbana ed Edilizia di Roma Capitale”; predisporre adeguata indagine geologica preventiva e “avere contezza delle risultanze delle indagini archeologiche preventive richieste dalla Soprintendenza”. Infine: “Avere contezza delle previsioni d’uso e di sviluppo dell’area in oggetto previste dallo “Schema di assetto generale dell'anello verde” e attendere, quindi, “l'esito del percorso partecipativo che il comune metterà in atto nei prossimi mesi sul suddetto schema”.

Il cantiere per il nuovo supermercato è sotto i riflettori anche della commissione municipale Trasparenza. “Nel corso dell’ultima seduta abbiamo assunto tutti i documenti relativi al progetto”, ha spiegato la presidente Nunzia Castello in quota Pd. “Nei prossimi giorni fisserò un nuovo appuntamento per procedere con la loro analisi. La commissione sta cercando di fare luce sulla vicenda ma per il momento non ci sono ostative agli atti presentati dagli operatori”, Attacca il consigliere di Sinistra per Roma Stefano Veglianti: “Politicamente poteva essere preteso di più in termini di riduzione del danno. Non è possibile riempirsi la bocca con discorsi favorevoli alla valorizzazione delle risorse archeologiche del territorio e poi non monitorare quello accade nel territorio”.

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