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Parco di Centocelle, dalla bonifica agli autodemolitori il Comune è immobile: "Subito un tavolo interistituzionale"

I comitati hanno incontrato l'assessore al Verde della regione Massimiliano Valeriani, strappando la promessa di un nuovo tavolo tecnico

I comitati fanno appello alla Regione Lazio. Su bonifica, riqualificazione, roghi tossici e delocalizzazione degli autodemolitori nel parco di Centocelle siamo ancora in alto mare. Dal Campidoglio le risposte stanno quasi a zero, e i ieri i membri di Pac Libero hanno incontrato l'assessore all'Ambiente della giunta Zingaretti, Massimiliano Valeriani. "La competenza è strettamente comunale" ha spiegato il titolare al verde regionale, ma i cittadini sono riusciti comunque a strappare una promessa: istituire al più presto un tavolo tecnico interistituzionale che metta seduti tutti gli attori coinvolti. Regione, Comune, Città metropolitana, V municipio. 

"Dopo le tante dichiarazioni e promesse dell'amministrazione comunale a cui allo stato attuale corrispondono a zero i fatti - spiegano dal comitato - l'intervento della regione potrebbe sbloccare la situazione di stallo". E' la speranza. Le problematiche, lo ricordiamo, sono oggetto di denunce continue e inascoltate ormai da anni. Ancora i cittadini aspettano la bonifica dai rifiuti interrati nell'area dell'ex canalone Mussolini, sul lato ovest del polmone verde. Il Comune ha stanziato 500mila euro di fondi ma i lavori non sono ancora stati appaltati. E comunque non basteranno. Ad ammetterlo la stessa sindaca Virginia Raggi in una lettera inviata a metà maggio alla Regione Lazio e al ministro dell'Ambiente Sergio Costa per chiedere alla Pisana lo stanziamento di ulteriori risorse economiche da impiegare per il risanamento del parco inquinato.

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Altra questione che attende soluzioni è la presenza di venti autodemolitori sul lato di viale Palmiro Togliatti. Ancora da mettere a punto il piano per il trasferimento delle attività (circa 70 in tutta Roma) in aree fuori dal Grande Raccordo Anulare, come prescriverebbe un Accordo di programma risalente addirittura al 1997. Negli anni i terreni individuati sono risultati impraticabili, tra ricorsi, espropri impossibili e vincoli paesaggistici, il piano è rimasto fermo. Per il momento, l'unica individuata dall'amministrazione M5s si trova a Santa Palomba, come annunciato dall'assessore all'Urbanistica Luca Montuori in una seduta straordinaria del Consiglio comunale. Per tutte le altre il piano per una nuova mappatura è stato affidato a Risorse per Roma. 

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