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Centocelle, sopralluogo nel canalone discarica: "Esposto e tavolo sul parco"

I consiglieri della commissione Ambiente capitolina sul posto per fare il punto sui roghi tossici e sulle condizioni della discarica abusiva. Diaco: "Andremo in Procura, per la bonifica serve un milione di euro"

Daniele Diaco, presidente commissione Ambiente

Un esposto ai giudici e un tavolo permanente per monitoraggi e segnalazioni. Sulla discarica abusiva nel parco di Centocelle il Comune, finalmente, si attiva. A un mese dall'incendio "covante", partito dal canalone utilizzato negli anni come deposito illegale di tonnellate di immondizia, la commissione Ambiente capitolina si è recata in mattinata sul posto, insieme al comitato Pac Bene Comune e al Wwf Lazio. I fumi sono quasi spenti, complice la pioggia di ieri, ma l'odore acre toglie ancora il respiro. Come procedere? 

"Presenteremo denuncia alla Procura della Repubblica" spiega il presidente Cinque Stelle, Daniele Diaco "e attiveremo un Tavolo in commissione per tenere sotto controllo la situazione". Far sentire la presenza delle istituzioni e dialogare con associazioni e cittadini che di quei 120 ettari di parco sono veri esperti, è la sola mossa che si possa concretizzare da domani. Si tradurrà in un focus tematico sull'area, oggetto di un Tavolo che si riunirà periodicamente con tutti i soggetti competenti sull'area. "Lo istituiremo con un'apposita mozione che verrà votata in Aula". Un atto politico, per dimostrare che è finito il tempo del silenzio. Passare all'azione invece è più complesso. 

Ama, lo ricordiamo, è intervenuta a gennaio per una bonifica superficiale, durante i primi tentativi di spegnimento dei fumi che hanno comportato lo smassamento di parte dei rifiuti. Ma attivarsi per sanare le cave dell'intero canalone, lungo 300 metri, vuol dire disporre di cifre che si aggirano intorno al milione di euro. Che al momento non sono disponibili e non se ne fa mistero. "Sono operazioni costosissime - spiega il consigliere Pietro Calabrese - sia in termini economici che di risorse umane per gestirle, non può farsene carico solo il Comune". 

Intanto si lavora per sbloccare i cantieri del II stralcio del parco, il perimetro dove insiste il canalone tra via di Centocelle e il campo di volo, partiti a giugno 2015 e bloccati dopo pochi mesi causa fallimento della ditta che li aveva in carico. Diaco assicura: "I fondi ci sono, non sono andati persi. Gli uffici stanno lavorando alla riassegnazione del lotto a un'altra azienda". Parliamo di circa 2 milioni e mezzo di euro, non sarebbe possibile stornare parte della somma per bonificare il tunnel? "Cambiare l'oggeto dell'appalto complicherebbe moltissimo le procedure, vorrebbe dire rifare il bando da capo si rischierebbe di rallentare tutto ancora una volta". E comunque, prima di parlare di fondi, tocca aspettare i rilievi dell'Arpa per la classificazione dei rifiuti, effettuata a fine gennaio, e le operazioni di quantificazione per lo smaltimento. Ci vuole tempo. 

Per quanto riguarda invece le responsabilità giudiziarie di quello che a tutti gli effetti appare come un grave abuso ambientale, sulle scrivanie di piazzale Clodio c'è una denuncia dei cittadini di via di Centocelle (i più esposti alla nebbiolina tossica proveniente dal tunnel), e un'altra depositata ieri dal capogruppo di Fratelli d'Italia in Campidoglio, Francesco Figliomeni, che già lo scorso settembre, mesi prima dell'incendio, chiese la convocazione "urgente" di una commissione Ambiente sul parco. Si aggiungerà anche quello che presenteranno a breve i consiglieri Cinque Stelle, dopo questa prima visita di monitoraggio. 

Aspettando le indagini eventuali e il riavvio del restyling, c'è chi suggerisce qualche misura lampo per migliorare lo stato del verde. "Serve un servizio efficiente di vigilanza - propone Urio Cini del cdq Torre Spaccata - magari una recinzione di qualche genere che impedisca l'ingresso a chiunque". Perché se gli strati di immondizia del tunnel risalgono a sversamenti "antichi", con ogni probabilità legati allo sgombero del Casilino 700 e 900, c'è chi i rifiuti li getta ancora oggi indisturbato tra le erbacce. Vedi la distesa di slot machine rubate, sventrate, e gettate a ridosso dal ponticello di via Centocelle insieme a una pila di tavole di legno, sedie e mobilio. Uno scempio, non certo il primo nel verde della Capitale. 

"Dovremmo richiamare l'attenzione del ministero dell'Ambiente" suggerisce il consigliere Calabrese. Si pensa in grande. "Stiamo ragionando su un possibile coinvolgimento di tutti gli assessori locali, chiamati a segnalare tutte le situazione più gravi, simil Centocelle, da raccogliere in un dossier. Materiale da consegnare tramite l'assessore Montanari (titolare capitolino all'Ambiente, ndr) direttamente al Governo". 

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