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Centocelle, l'inferno nel parco continua: "Dal canalone fumo e puzza di trielina"

La terra invasa dai rifiuti continua a fumare, mentre cresce rabbia e paura nei residenti che abitano in zona. Il PAC Bene Comune pronto a rivolgersi alla Procura

Domenica 22 gennaio, il fumo fuoriesce dal canalone

"E' un caso troppo grave. Stiamo preparando delle mail certificate da inviare al ministero della Salute, alla Protezione Civile, all'Arpa, al prefetto, al sindaco". I volontari di PAC Bene Comune sono sul posto da giorni. I rifiuti sotterrati nel canalone del parco di Centocelle stanno ancora bruciando. Inutile il primo intervento dei pompieri, mercoledì 4 gennaio, quando i fumi hanno iniziato a inquinare l'aria. Per due settimane gli abitanti del quartiere hanno sopportato un'aria irrespirabile. Telefonate, messaggi, appelli sui social network hanno dato qualche frutto solo il 16 gennaio: vigili del Fuoco e Protezione Civile sono tornati con mezzi speciali per smassare i detriti e spegnere nuovamente le esalazioni. Funziona, ma è solo una toppa. Il naso è di nuovo tappato dopo poche ore.

Siamo a lunedì 23 gennaio. Il fine settimana è stato un inferno. I comitati continuano a inviare foto alla redazione e i singoli residenti a recarsi sul posto per vedere con i loro occhi: dall'imbocco del tunnel tracciato negli anni del Fascismo per realizzare una metropolitana affiora la "monnezza" incandescente. Sta bruciando in profondità e dal canalone esce fuori una colonna di fumo grigio. E' opinione comune che i rifiuti siano lì da tempo, residui nascosti di insediamenti abusivi sgomberati negli anni, dal Casilino 900 alle più piccole baraccopoli sparse nel verde a macchia di leopardo. Le cause iniziali del rogo non sono chiare, forse a far da miccia un petardo scoppiato durante i festeggiamenti di Capodanno. 

Ricordiamo che si tratta di un incendio "covante", in gergo senza fiamme e sviluppatosi in condizioni di carenza di ossigeno. Gli spegnimenti fin'ora non hanno risolto il problema. "Serve una bonifica totale del canalone, bisogna togliere i rifiuti, non solo in superficie, il fumo arriva dall'interno" spiega Roberta Ricci, attivista del PAC. Ci mostra le immagini della nebbiolina tossica che arriva fino ai quartieri vicini, dal Quadraro a Tor Pignattara, lasciando dietro di sè miasmi alla trielina. L'odore dolciastro del solvente, cancerogeno, utilizzato per anni in vari composti organici, è inconfondibile. Mauro, residente in via Giannino Ancillotto, a un centinaio di metri di distanza dal liceo Kant, ci scrive infuriato: "Se non si prendono provvedimenti seri questo schifo ci avvelenerà". Ma la cappa peggiore tocca agli inquilini delle case Ater di via di Centocelle. A loro l'aria fetida arriva direttamente da una voragine di 25 metri di profondità (ancora aperta da un anno) che ha fatto da valvola di sfogo all'incendio. 

"Le mie stanze da letto affacciano direttamente sulla voragine, per fortuna che è inverno e possiamo almeno tenere le finestre chiuse senza scoppiare". Livio Seri abita al civico 3 dagli anni '50. Salvo un breve trasferimento fuori Roma ha sempre vissuto in zona. La conosce molto bene. Nel parco andava da bambino. "Il canalone era molto più profondo, adesso ci sono tre, quattro metri di terra con rifiuti stratificati - racconta - Non sono semplicemente abbandonati, si vede che è fatta ad arte. Due o tre anni fa non ricordo con esattezza vidi dei camion che sversavano terreno, quasi a prepare gli strati per gettare i rifiuti". Resti di automobili, pneumatici, plastiche, stracci. C'è di tutto nella discarica abusiva che cova nebbie nauseabonde da giorni. 

"L'unico modo per risolvere definitivamente è bonificare tutto il canalone. Non solo in superficie, ma è un'operazione enorme e nessuno ci ha ancora delucidato sulle intenzioni dell'amministrazione". Ricci, del PAC, insieme a volontari e cittadini, si prepara alla battaglia. "Gli enti locali non sono in grado di gestire una cosa del genere. Sminuiscono dimostrando di non avere il polso della situazione". E tranne qualche tecnico capitolino, nessuno dalle istituzioni ha rassicurato, spiegato, ascoltato i cittadini. "Dal municipio non dicono niente. Non danno informazioni". Tanto più che da oltre un mese nella giunta Boccuzzi manca proprio l'assessore all'Ambiente. "Ci stiamo rivolgendo ai vertici", con mail certificate agli indirizzi dell'Arpa, della Asl, della prefettura e del ministero. Dopodiché, se niente si smuove, "andremo dritti in Procura".

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