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Gli Assalti Frontali lanciano 'Simonetta', una canzone in ricordo dell'ex direttrice dell'Iqbal Masih

Il nuovo video è visibile dal 19 aprile 2019

Nata per l’esigenza di trasmettere una storia. Cantata per un anno ai concerti. Dal 19 aprile ‘Simonetta’, la canzone degli Assalti Frontali dedicata all’ex dirigente scolastica dell’Iqbal Masih, Simonetta Salacone, è ascoltabile da tutti con video e musica, realizzati con la collaborazione di Filippo Andreani. “La canzone è nata a un anno dalla scomparsa di Simonetta (avvenuta nel gennaio del 2017, ndr)”, racconta Luca Mascini, in arte ‘Militant A’, voce e autore del testo. “L’ho scritta per cantarla ai bambini della scuola, perché gli anni passano e ciò che gli adulti danno per scontato, spesso, i bambini se lo dimenticano. Sentivo il bisogno di trasmettere la sua storia in modo che fosse alla portata di tutti e credo di esserci riuscito”. 

Il testo ripercorre la vita dell’ex dirigente scolastica dell’istituto di largo Ferraironi, tra Villa De Sanctis e Centocelle, intitolato a Iqbal Masih, il bambino pakistano operaio e simbolo della lotta contro il lavoro minorile. Un plesso scolastico che Salacone aveva reso famoso in tutta Italia per il suo modello inclusivo e per la sua battaglia contro la riforma della scuola voluta dal governo Berlusconi nel 2008. La canzone, però, non tralascia nemmeno l’intreccio della storia di Simonetta Salacone con parte della storia d’Italia, da Don Milani ai Dischi del sole.

“Ho pensato di raccontare la sua vita partendo da quando era piccola, passando per i momenti difficili che aveva dovuto affrontare fino a quando è diventata dirigente scolastica. A quel punto è riuscita a realizzare ciò che altrove sembrava impossibile. Momenti della sua vita che mi aveva raccontato propro lei quando ho avuto la fortuna di starle vicino in bei momenti di lotta”.

Il video è stato girato tra Villa De Sanctis e Centocelle. Un vero e proprio ricordo collettivo, con gli attuali studenti e insegnanti della scuola che compaiono nel video. Il tempo del ricordo è invece lasciato ai burattini della Compagnia Mangiafuoco che hanno realizzato sia la Simonetta bambina sia quella adulta. “Lei aveva proprio la capacità di trasformare un territorio, una scuola, in una comunità, prendendo il meglio dalle persone che aveva al fianco. La prima volta che l’ho cantata c’era anche sua figlia e le maestre che avevano lavorato con lei. È stato un momento di grande commozione”. 

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