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Alessandrino, chiude il "club" per disabili: "Una vergogna, il municipio ci dia spiegazioni"

Il bando non è stato rinnovato. La denuncia dei genitori e la replica dell'ente locale: "Nessun taglio, solo rimodulazione dei servizi"

Immagine d'archivio

Il "club di socializzazione" di viale Alessandrino chiude i battenti. Per anni lo spazio gestito dall'associazione di genitori Il Ponte onlus è stato il punto di riferimento quotidiano di una ventina di adulti, tra i 30 e i 40 anni, affetti da disabilità di vario genere. Un luogo dove trascorrere metà giornata, alternativo al centro diurno a carattere socio-sanitario, dove imparare un attività manuale, relazionarsi con i coetanei e ritagliarsi il proprio preziosissimo spazio di normalità. Il bando è scaduto il 4 novembre e il V municipio guidato dal presidente M5s Giovanni Boccuzzi non lo ha rifinanziato. 

"Lo abbiamo saputo pochi giorni fa, non ci è stato dato preavviso" spiega a RomaToday la presidente Stefania Firincelli, una delle mamme fondatrici dell'associazione, a lavoro con ragazzi e famiglie insieme a sei operatori assunti dalla onlus. La settimana scorsa, durante una riunione con i tecnici del municipio e l'assessorato alle Politiche sociali, Stefania ha preso atto dell'imminente chiusura. Per ragioni di "rimodulazione dei servizi", come ci è stato spiegato dall'ente locale. Tra marzo e ottobre dell'anno in corso sono andati a bando i due centri diurni di via dei Castani (Centocelle) e via Soler (Collatino) per un totale di 18 posti. E' stato rinnovato l'appalto per un altro club di socializzazione che si trova in Largo Agosta, ma non quello del Ponte Onlus con i suoi 20 casi tra medio-lievi e medio-gravi.  

In pratica si è proceduto, nell'ambito della stesura del nuovo Piano regolatore sociale del municipio, a un accorpamento dei servizi di accoglienza rivolti ai disabili: da quattro progetti messi in piedi in quattro diverse strutture sul territorio, ne restano attivi tre, "ma senza taglio dei fondi o dei posti", garantiscono ancora dal parlamentino. Che fine faranno i disabili di viale Alessandrino? Sulla carta dovrebbe essergli garantito un posto nei due centri diurni andati a bando. Ma la certezza i genitori non ce l'hanno ancora, mentre in attesa di aprire le buste e far partire i nuovi servizi (non prima di gennaio per errori tecnici nella stesura della gara che hanno rallentato la procedura) i figli restano a casa. 

Ritardi a parte, il servizio fornito dal club - è quanto contestano mamme e papà - non sarebbe comparabile a quello di un centro diurno. "Un club di socializzazione si basa su una cultura diversa - chiarisce a RomaToday - sulla cultura dell'integrazione e della condivisione, come genitori ci siamo battuti per anni per far esistere realtà diverse da quelle dei centri, che molti dei nostri ragazzi già frequentano, qui non ci limitiamo a fare attività di laboratorio, ci sono importanti momenti di scambio ed è tutto molto incentrato sull'aspetto relazionale e su percorsi finalizzati a far raggiungere agli utenti il più alto grado possibile di autonomia. Non ci importa chi lo gestirà, basta che nel quadrante Alessandrino non sia tolto un servizio così importante".

Lo stesso appello lo ritroviamo nella lettera aperta firmata dai genitori e rivolta all'amministrazione locale. "Non sappiamo quanto l'amministrazione capitolina possa essere fiera di quello che sta facendo - si legge nel testo - ma è corretto, da parte nostra, informarvi che faremo di tutto per rialzarci e poter guardare in faccia i nostri figli e spenderemo tutte le nostre energie per la difesa e l'affermazione dei loro diritti e per evitare che, in ossequio a principi faziosi, venga cancellato un servizio che deve permanere e casomai rafforzarsi".  

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Sulla chiusura abbiamo chiesto conto all'assessore alle Politiche sociali del municipio Mario Podeschi. "Non si tratta di un taglio - replica - ma semplicemente di una rimodulazione dei servizi sul territorio. Abbiamo dato addirittura più fondi, 50mila euro in più per i due centri. Vogliamo semplicemente andare nella direzione di un potenziamento ed efficientamento di questo genere di servizi". 

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