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Tor Sapienza, l'esercito non ferma i roghi tossici

Da lunedì 11 marzo il presidio fisso dei militari. Domenica l'alta colonna di fumo nero

Foto Facebook Roberto Torre

Non è bastato l'esercito a fermare i roghi di rifiuti di Tor Sapienza. Come denuncia un video postato su Facebook da Roberto Torre, a lungo presidente del comitato di quartiere, anche ieri, domenica 24 marzo, un'alta colonna di fumo nero si è alzata verso il cielo. Le riprese sono state effettuate in via Salviati, non molto distante dalla baraccopoli informale e dall'ufficio immigrazione della Questura di Roma. La zona è sotto i riflettori ormai da tempo. Da lunedì 11 marzo, in seguito ad un sopralluogo della sindaca Virginia Raggi, proprio di fronte alla baraccopoli è presente un presidio fisso dell'esercito e della polizia municipale, finalizzato a controllare eventuali trasporti di rifiuti e prevenire l'insorgere di incendi.

"Stavo passando per verificare lo stato dei lavori in via Sansoni, dove è tutto fermo nonostante le promesse" racconta Roberto Torre. "Era circa mezzogiorno. In quel momento si è sollevata una densa colonna di fumo nero. Le fiamme si sono sprigionate da una baracca in mezzo ad una serie di orti abusivi, a circa 200 metri dal campo e dal presidio dei militari. E' stato necessario anche l'intervento dei vigili del fuoco. Questo territorio è pieno di cumuli di rifiuti, i roghi sono all'ordine del giorno".

L'incendio, secondo quanto spiega a RomaToday la Polizia Locale di Roma Capitale, è avvenuto in un'area non distante da via Salviati (dove si trova il campo e dove è presente il presidio di esercito e polizia locale), precisamente in via Collatina vecchia. A bruciare, secondo il comando di via della Consolazione, del legname, anche se la relazione tecnica dei vigili del fuoco non è stata ancora prodotta. Ad allertare i vigili e i pompieri sono stati gli agenti presenti davanti al campo rom. Da accertare invece cosa abbia dato origine all'incendio, nonché le responsabilità, essendo l'area incustodita al momento del rogo.

Da parte dei residenti resta l'emergenza, irrisolta, dei continui incendi che vengono appiccati in zona e che costringono gli abitanti a respirare fumi tossici. 

I roghi tossici nella zona sono un problema ormai da anni. Recentemente, a causa della presenza di rifiuti che hanno intasato le fognatura, via Sansoni, una strada adiacente a via Salviati e alla baraccopoli è stata chiusa. Si è riempita di rifiuti e anche qui sono scattati numerosi incendi. Ama ha stanziato circa 100 mila euro per ripulirla. Un mese fa, il presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco, nel corso di un sopralluogo sul posto, aveva spiegato che i lavori di pulizia sarebbero scattati "entro due settimane ed entro altrettante la strada sarebbe stata completamente pulita".

Le fotografie postate, sempre su Facebook, dai cittadini testimoniano invece il contrario. Strada chiusa e alti cumuli di rifiuti bruciati sono ancora lì, in attesa di essere portati via. Intanto la rabbia dei cittadini, di fronte alle recenti promesse, cresce. Sui social se la prendono con il presidente pentastellato della commissione Ambiente: "Diaco dimettiti", la scritta che ha iniziato a circolare postata sotto un collage di 'cartoline' da Tor Sapienza. Tra i cumuli di rifiuti e i roghi che non hanno mai smesso di bruciare. 

Polemizza su Facebook anche il sindacato della polizia locale, Supl: "Cominciano a chiedere conto della presenza 'salvifica' dell’esercito" ha scritto postando le fotografie con la richiesta di dimissioni da parte di Diaco. "Diremmo bene se non fossimo certi che appena la forza armata subodori che il 'consenso' vada calando sarà di facile previsione il suo ritiro a blindati levati. Ed il cerino, visto che si parla di incendi restiamo in tema, resterà in mano al Polizia Locale ed al suo sorprendente nastro giallo". 

Il vicepresidente del V municipio Mario Podeschi, intanto, fa sapere a Romatoday che i lavori su via Sansoni stanno andando avanti: “Stiamo lavorando per sbloccare la fogna che è risultata intasata da ammassi di rifiuti e di materiali ferrosi. Domani verrà effettuato un nuovo sopralluogo insieme al Simu per completare la disostruzione. Si procederà poi a sigillare il tombino. Nel frattempo dovrebbe continuare il lavoro di Ama per rimuovere gli ammassi di immondizia bruciata”.

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