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Centocelle, non solo cocktail e aperitivi: la rete CentoCellule si racconta

Locali, ristoranti, laboratori artigianali e librerie, associazioni culturali. Domenica 26 maggio la festa a Centocelle

“Non chiamateci associazione di commercianti. Condividiamo una visione comune della realtà e della relazione che vogliamo avere con il territorio”. Attorno ad un tavolo di Est, il locale per cocktail e aperitivi di via delle Rose, a Centocelle, le voci di una decina di componenti della neonata rete CentoCellule si intrecciano in un unico racconto. Da circa due mesi, 28 realtà, tra locali, librerie, ristoranti, attività artigianali storiche e autoproduzioni, associazioni culturali, si sono unite in una rete “aperta a tutti e ancora in divenire”, che domenica prossima si presenterà con una giornata di aperture straordinarie, giochi per bambini, attività, mostre e musica dal vivo.

È la “vitalità nuova” che ormai da qualche anno è cresciuta nel quartiere storicamente popolare di Centocelle e che è valsa la strisciante e crescente narrazione di territorio ‘a rischio movida’ o ancor di più, complice anche l’arrivo della metro C, di gentrificazione. “Siamo pronti a fare i conti con questo aspetto, la maggior parte di noi è anche abitante di Centocelle e siamo convinti che questa nuova vitalità, se ci muoviamo insieme al quartiere, possa andare a beneficio di tutti”. Non siamo alieni, sembrano dire. E nemmeno invasori. “La gentrificazione si verifica là dove il rapporto tra il territorio e le attività commerciali è separato. Quando chiudono le serrande e arrivano le grandi catene commerciali”.

Dentro CentoCellule “ci sono tutte persone che hanno investito i loro risparmi per avviare un’attività”. Giovani che “di fronte all’impossibilità di trovarsi un lavoro decente hanno provato a inventarsene uno”. Ma anche attività storiche presenti da 60 anni “che sono decise a spogliarsi dei loro panni di ‘esercenti’ per far parte di questa nuova rete” che vuole guardare oltre. “Possiamo diventare un punto di riferimento culturale e sociale per il territorio con un modo di stare insieme che va al di là della concorrenza e costruisce collaborazione”.

L’immediata solidarietà scattata all’indomani dell’incendio che ha distrutto la libreria la Pecora Elettrica ne è stata una dimostrazione. Ma non solo. “Per esempio abbiamo abolito l’uso della plastica”. Il che significa meno rifiuti, la cui raccolta è un tasto dolente in molti quartieri di Roma, tra un “spesso saltano il giro e l’immondizia si accumula” attirando topi e gabbiani e un “non sono nemmeno passati a portarmi gli appositi cassonetti”. 28 realtà che, insieme, decidono di ridurre al minimo l’uso della plastica in un territorio circoscritto come Centocelle, invece, “sono in grado di esercitare un cambiamento percettibile, di veicolare un certo modo di vivere e di rapportarsi con l’ambiente”.

Il racconto continua, attorno al tavolo di Est, tra concetti completati da più voci, altri che se ne aggiungono fuori dal coro, riflessioni appena nate e ancora tutte da sondare. La parola plastica porta con sé il dibattito sulla sicurezza per via di quello strano legame che le ripetute ordinanze anti-alcol emanate dall’amministrazione capitolina hanno creato tra uno dei materiali più inquinanti al mondo e il comportamento imposto a quanti vivono i quartieri anche dopo il calar del sole. Tra le prescrizioni contenute in queste ordinanze c’è anche il divieto, dopo le 22, di consumare alcolici in strada in contenitori di vetro. “Al di là del disagio di versare quello che stai bevendo da un bicchiere all’altro, magari solo per uscire dal locale a fumare una sigaretta, questa ordinanza ci costringe a produrre molti più rifiuti”. Plastica e sicurezza, e divieto di vendere alcol dopo mezzanotte. “Invece abbiamo acceso le luci in tante strade che prima erano deserte. È la proposta culturale, sociale, e anche di divertimento, perché no, che argina il disagio. Non un’ordinanza”. 

La fotografia di queste CentoCellule si ha già scorrendo il programma di domenica prossima, “una sorta di battesimo della nostra rete”. Si parte la mattina alle 9 con Centocicli con una caccia al tesoro in bicicletta e a piedi per arrivare nel pomeriggio al gioco libero de La città perduta. Si potrà poi partecipare a corsi di vetrofusione organizzati da Di Vetro, a quelli di ceramica, smalti su terracotta e porcellana dell’associazione L’arte perfetta. E poi i laboratori per creare un foglio di carta da Fad Burger and Bistrot, dove sarà possibile vedere anche una mostra di ZeroCalcare e Nova, o apprendere tecniche di stampa antica da Fassangue. E ancora i minicorsi cocktail di Est. Gli artigiani terranno invece ‘esibizioni live’. Tra loro Il Dono degli gnomi e Porte Finestre Parquet e Sicurezza Fratelli Marinelli Sas, con “chiacchiere sul riequilibrio ambientale”. Per tutta la giornata, sarà aperto anche Araba Fenice Tattoo e Piercing.

Ci saranno poi musica dal vivo, da Shāh māt a Dystopia passando per Le Chat Noir, aperitivi e pranzi, da L'Ombralonga Dal Veneziano, dove si venderanno anche “scarabocchi resistenti” di Aladin a sostegno della Biblioteca abusiva metropolitana, a B-Folk, con un pranzo etnico con BaoBab e musica live tribal, passando per quello vitaminico de L’erba del vicino e per il buffet libero del Breaking Bread bistrot. Gli aperitivi ‘popolare’ e ‘De Core’, di Menabó Vino e Cucina il primo, de La Botte Piccola il secondo; il ‘Fritto in jazz’ di Vegusta.

Nel pomeriggio Dystopia store - Serigrafie - Fhate Off costituiranno invece ‘Il triangolo delle autoproduzioni’, dove sarà possibile creare magliette scegliendo grafica e ricamo passando per la serigrafia. “In questo caso il ricavato sarà destinato alla Pecora Elettrica. Venderemo anche la birra Azadì a sostegno di un ospedale in Rojava e diffonderemo materiale informativo sull’Hiv, malattia ancora presente ma sottovalutata”. Non mancheranno presentazioni di libri. In questo caso, ad organizzarle, sono Bancolibri Sulla Strada, che tra le sue attività vende libri scolastici usati, e Brutta e Verdura, non solo un ‘negozio’ per produttori locali ma luogo di incontro. La sera videoproiezioni a cura di Festina Lente. “Questa è la domenica che offriamo al quartiere. Poi continueremo a incontrarci e a confrontarci ogni settimana. Siamo appena partiti, tutto è ancora in divenire. Questo percorso scavalca il fattore commerciale. Diventerà altro”.  

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