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L'Ecomuseo Casilino vola in Europa con Co.Heritage: è a Roma est il laboratorio dell'intercultura

Il progetto partecipa all'anno del Patrimonio culturale europeo. Gnessi: "Verso la promozione del dialogo tra comunità migranti e comunità italiana"                  

Foto di Alessia Tagliaventi e Silvia Magna

Co.Heritage, il progetto promosso dall’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros per la valorizzazione del patrimonio culturale delle comunità italiane e migranti presenti sul territorio della periferia est di Roma, è stato inserito nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018.
                    
Partito nell’ottobre 2017, Co.Heritage trae ispirazione dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dove si afferma che "tutte le persone hanno diritto alla piena partecipazione alla vita culturale". Il progetto si sviluppa nel quartiere di Tor Pignattara e in quelli limitrofi (Pigneto, Quadraro Vecchio e Centocelle) con l’obiettivo di accompagnare le comunità a costruire una narrazione collettiva del territorio, che dia voce anche alle comunità straniere che lo abitano. "In questo modo le periferie e le persone che le vivono vengono sottratte a una rappresentazione fatta da altri e diventano loro stesse soggetto e voce narrante in un dialogo tra comunità migranti e comunità italiana al fine di creare un patrimonio rinnovato e condiviso" spiega Claudio Gnessi, presidente dell’Ecomuseo Casilino.

Cos'è l'Ecomuseo Casilino
                    
Co.Heritage si inserisce quindi a pieno titolo nell’Anno del Patrimonio Culturale Europeo, il cui slogan "il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro", è rappresentativo del percorso dell’Ecomuseo Casilino, che considera il patrimonio sia come organismo da tutelare e valorizzare, sia come attivatore di processi di condivisione e, infine, strumento per costruire prospettive future.         
            
Co.Heritage – coerentemente all’obiettivo dell’Unione Europea di rafforzare il senso di appartenenza allo spazio comune europeo – prevede attività di livello nazionale e locale che si svilupperanno nel corso del 2018 attraverso, da un alto la ricerca territoriale declinata in vari ambiti tematici da svilupare di concerto con le comunità locali, siano esse di origine italiana o straniera, dall’altro di disseminare il progetto e l’impostazione in giro per l’Italia attraverso seminari, incontri e collaborazioni. 

Sul piano locale il progetto ha come focus la mappatura delle comunità, del patrimonio culturale materiale e immateriale, attraverso laboratori, incontri, seminari e interviste nell’ottica di una progettazione partecipata e interculturale. Il progetto intende anche offrire sostegno alle "buone pratiche" delle comunità locali finalizzate alla promozione della conoscenza, salvaguardia, implementazione e narrazione del patrimonio culturale condiviso. Sul piano nazionale il progetto ha l’obiettivo di proporre un nuova metodologia di ricerca territoriale che accompagni le comunità locali a essere protagoniste nella costruzione di autorappresentazioni, narrazioni collettive, processi di sviluppo e inclusione sociale, sollecitando così il proprio senso di appartenenza allo spazio comune nazionale ed europeo.

"Lo studio del territorio, dei suoi valori, storia, memoria e potenzialità culturale diventa così occasione di dialogo interculturale e valorizzazione delle diversità, per coinvolgere tutti gli attori presenti sul territorio, in un processo di definizione di nuovi modelli di sviluppo e di governance partecipati" conclude Stefania Ficacci, responsabile della ricerca storica per l’Ecomuseo Casilino.

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