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Centocelle reagisce al nuovo incendio e riempie piazza delle Gardenie: "Non ci arrendiamo alla paura"

La reazione dei cittadini dopo l'incendio dell'11 giugno alla palestra di via Valmontone

Foto di Veronica Altimari

Centocelle reagisce e, di fronte al nuovo attentato incediario verso un’attività del territorio, scende in strada. E’ così che, nel pomeriggio di venerdì 19 giugno, centinaia di persone si sono radunate in piazza delle Gardenie. La dimostrazione che il quartiere “non si arrende alla paura”, fanno sapere dalla Libera assemblea di Centocelle e che “non accetta guerre tra affaristi e speculatori”.

L’appuntamento è scattato dopo che lo scorso 11 giugno la palestra Haka di via Valmontone è stata data alle fiamme nella notte. Un brusco risveglio per il quartiere che nel novembre scorso aveva subìto tre roghi dolosi ad altrettante attività commerciali: la Pecora Elettrica, distrutta dalle fiamme per ben due volte nell’arco di sei mesi, la pinseria Cento55 e il Baraka Bistot. In quei giorni di novembre reazione di residenti e cittadini di tutta Roma era stata importante e un fiume di gente si era riversato per le strade di Centocelle in più occasioni. Anche venerdì pomeriggio la mobilitazione ha riempito la piazza anche se numeri e modalità hanno risentito delle misure di contenimento del Coronavirus così che da “passeggiata di autodifesa” si è trasformata in un presidio fisso in piazza delle Gardenie.

Una piazza piena di persone pronte a reagire “all’ennesimo attacco incediario” ma piena anche di “tanti contenuti e battaglie”, spiega Irene della Lac, e di tutte quelle esperienze di solidarietà e coesione sociale consolidate nel corso dei mesi di lockdown, a partire dalla distribuzione dei pacchi alimentari a sostegno delle famiglie più impoverite dall’improvviso blocco delle attività lavorative, dal Gruppo di appoggio mutuo, nato proprio a Centocelle a Nonna Roma.

Non solo “autodifesa”, quindi. Nella piazza di venerdì è stata portata anche “la volontà di riprendersi gli spazi verdi, fondamentali dentro a una città cementificata e luoghi importantissimi di una socialità che a lungo negli ultimi mesi ci è stata negata”. Parchi spesso “nel mirino degli interessi mafiosi per lo smaltimento di rifiuti che li hanno trasformati in una vera e propria terra dei fuochi”.  

Al centro anche la scuola. Come nel resto di Roma e d’Italia anche a Centocelle ormai da diverse settimane un coordinamento di scuole, insegnanti e genitori “sta lavorando per pensare al futuro con una scuola aperta, diffusa e inclusiva. Il contrario di quello che sta mettendo in campo il Governo”. A muoversi è una “vera e propria comunità educante che vuole affermare l’importanza della scuola in presenza e della necessità di stanziare risorse per aumentare il personale docente” ma anche di “cambiare paradigma considerando la scuola un meccanismo di scambio e di formazione permanente” che “si interroghi sugli strumenti pedagogici, utilizzi gli spazi all’aperto e interagisca con il territorio”.

Nei prossimi mesi dovrebbe riaprire anche lo spazio che era affittato dalla libreria Pecora Elettrica. Come una ferita difficile da rimarginare, dopo il secondo incendio i gestori hanno deciso di non riaprire. Riaprirà però lo spazio, che è stato preso in carico da LazioCrea grazie a uno stanziamento della Regione Lazio. Verrà trasformato in una libreria, coworking, un luogo per convegni, proiezioni, incontri e dibattiti, nonché un bar e spazio ristoro. “Ci incontreremo presto”, fa sapere Irene della Lac, “progetteremo tutti insieme lo spazio che vogliamo”. La “brutalità” del nuovo attacco incendiario che ha colpito nuovamente il territorio è difficile da sottovalutare ma non ha fermato la “gente che si impiccia e che ha a cuore il quartiere”.

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Foto di Veronica Altimari

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