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A Centocelle due nuove pietre di inciampo in ricordo dei partigiani Italo e Spartaco Pula

Torna il progetto 'Inciampi nella memoria' dell'Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros

L'installazione di una pietra di inciampo (Foto Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros)

Due nuovi “tasselli al mosaico della memoria” per il territorio di Torpignattara e Centocelle. Due nuove pietre di inciampo per ricordare le vittime del nazifascismo. Il 14 gennaio 2020 torna ‘Inciampi nella memoria’, il progetto dell’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros che, ormai ogni anno dal 2017, si fa promotore dell’installazione di ‘pietre di inciampo’, in collaborazione con l’associazione nazionale Arte in memoria e nel solco del progetto internazionale dell’artista tedesco Gunter Demnig, nato proprio con l’obiettivo di ricordare le vittime del nazifascismo in tutta l’Europa.

Quest’anno le targhe di queste pietre porteranno i nomi di due fratelli, Italo e Spartaco Pula, attivi nella resistenza nella fila del Partito d’Azione, arrestati il 12 gennaio del 1944 e uccisi il 24 marzo seguente nell’eccidio delle Fosse Ardeatine. “Questi due giovani fratelli, che avevano partecipato anche alla prima guerra mondiale, erano originari della zona di Frosinone ma hanno vissuto a lungo nella borgata di Centocelle, nella zona più vecchia che sorge attorno alla stazione Casilina”, racconta Stefania Ficacci, ricercatrice di storia contemporanea originaria di Torpignattara e responsabile del progetto per l’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros. “Erano dei fabbri e anche per questo sono entrati a far parte della resistenza. La loro attività si concentrava infatti sul recupero del materiale bellico presente nella zona, soprattutto nei forti e nella zona dell’aeroporto di Centocelle. Questo materiale veniva riutilizzato per attentati contro i tedeschi”, racconta.

Le pietre d’inciampo verranno installate in via Ceccano 13 alle 11.45 del 14 gennaio e subito dopo ci si sposterà in via Ceprano 58, sempre a Centocelle. Saranno presenti anche alcuni familiari e gli studenti delle quarte elementari della vicina scuola Romolo Balzani. “Il lavoro della memoria non può essere separato da quello della didattica”, spiega ancora Ficacci. “Con questi bambini infatti abbiamo già portato avanti dei laboratori di storia e proprio quel giorno presenteranno i lavori da loro realizzati”.

Tra Torpignattara e Centocelle si aggiungono così altri due tasselli di memoria che da ormai quattro anni stanno ridefinendo la geografia della storia di questi quartieri. “Inevitabilmente con il trascorrere del tempo c’è bisogno di memoria anche per riportare in superficie il collegamento tra le lotte di liberazione dal nazifascismo e i valori della nostra Costituzione”, dichiara Ficacci. “Tutte le persone che abbiamo ricordato fino ad oggi hanno vissuto e operato tra Torpignattara e Centocelle e hanno partecipato alla lotta di liberazione. In quattro anni abbiamo installato 15 pietre d’inciampo che ricordano persone appartenenti a tutte le formazioni politiche, dal Partito comunista a Bandiera Rossa fino al Partito d’Azione”.

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Per la resistenza Torpignattara e di Centocelle non rappresentano quartieri qualsiasi. “Se potessimo veder brillare dall’alto tutte queste pietre d’inciampo ci renderemmo conto che l’area è disseminata da eventi di lotta della liberazione. Il territorio che va da Porta Maggiore al Quarticciolo, lungo la via Togliatti, era considerata dal Comitato di liberazione nazionale l’ottava zona, quella della via Casilina che collegava Roma a Cassino. Il 4 giugno del 1944 gli americani sono entrati a Roma dalla via Casilina. Le prime fotografie che vediamo, scattate quel pomeriggio alle 16.30, li rappresentano a Porta Maggiore. Ridare centralità a questa comunità in questo momento storico significa dare importanza a persone che si sono unite per difendere i valori di integrazione, solidarietà, democrazia e rispetto reciproco che sono stati poi inseriti nella nostra carta costituzionale. Il giorno del suo insediamento il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato proprio alle Fosse Ardeartine, lì dove sono stati uccisi tantissimi cittadini romani molti dei quali provenivano da Torpignattara e Centocelle”. 
 

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