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Centocelle chiama, Roma risponde: il corteo per la Pecora Elettrica e la città che resiste

Tantissimi residenti e commercianti hanno aderito al corteo in solidarietà alla libreria

La reazione è scattata fin dalle prime ore della mattinata di ieri: appuntamento alle 19 a piazza dei Mirti per una passeggiata in solidarietà con la libreria-caffetteria La Pecora Elettrica, distrutta per la seconda volta in sei mesi da un rogo doloso. Un tam tam durato poche ore e le strade di Centocelle si riempiono di gente, “oltre tremila” secondo gli organizzatori, che da via dei Castani e poi piazza Teofrasto si riversa nel parco che circonda il Forte Prenestino per radunarsi davanti alla saracinesca annerita dal fumo della Pecora Elettrica. Proprio oggi si sarebbe dovuta tenere l’inaugurazione della nuova libreria rinata dalle ceneri della prima grazie a una campagna di solidarietà che ha raccolto circa 50mila euro e dal coraggio dei proprietari che, "con una fatica economica e psicologica" hanno provato a ripartire.

“Invece, ancora una volta, è il momento di mobilitarsi e ribadire che non gli lasceremo mai questo quartiere”, una delle considerazioni più diffuse. Per strada, oltre a molti cittadini e attivisti provenienti da tutta la città, ci sono tantissimi residenti di Centocelle. “Sono qui per dimostrare tutto il mio affetto verso un luogo come la Pecora Elettrica che era diventato uno spazio di incontro, per presentazioni di libri ma anche come apuntamento fisso per alcuni comitati”, ci racconta una signora. “Per questo aspettavo la riapertura. Il nuovo incendio sembra un attacco a tutti i cittadini del quartiere che costruiscono relazioni”. Un'altra donna cammina in mezzo alla gente insieme alla sua bambina piccola. “Ho paura? Mi sono appena trasferita qui e sono contenta di come ha reagito il quartiere”, racconta. Per qualcuno il timore “è che l’allarme sicurezza porti a una militarizzazione di alcune zone, come già accaduto al Pigneto o a San Lorenzo. Una misura incapace di fermare spaccio o speculazioni che ammazzano i quartieri”.

A fianco della Pecora Elettrica sono scesi in strada anche molti commercianti. C’è Centocellule, una rete di 28 realtà del quartiere tra librerie, locali, ristoranti, attività artigianali e associazioni culturali della quale faceva parte anche la Pecora Elettrica, nata con la finalità di unire energie e prospettive e fare in modo che la “vitalità nuova” cresciuta nel quartiere negli ultimi anni “non si trasformi nel solito meccanismo di gentrificazione”. Ci sono diversi commercianti della Rete Imprese via dei Castani compresa la presidente, Monica Paba. “Dare un connotato politico a quanto accaduto è rischioso”, le sue parole. “Centocelle è un quartiere in trasformazione e la sensazione è che dietro questo attentato ci sia molto altro. Quel che è certo è che le istituzioni non hanno il polso della situazione. Così a noi non resta che dimostrare di non avere paura e mostrarci uniti”. C’è più rabbia che paura confermano in molti anche se una libraia di Centocelle confida: “Non ho paura di lavorare qui ma certamente avrei paura a riaprire in quel posto”.

Tra la folla anche molti politici, consiglieri municipali e comunali, parlamentari. Ci sono alcuni membri della giunta municipale del presidente Boccuzzi. Per tutto il giorno si sono sprecati messaggi di solidarietà e dichiarazioni di vicinanza. Eppure arrivati al secondo incendio in sei mesi, al quale si aggiunge l’attentato a una pizzeria sempre in via delle Palme di una ventina di giorni fa, tra i residenti e i cittadini scesi in piazza ieri il commento è unanime: le istituzioni sono assenti. “Oggi qui ci doveva essere la sindaca”, si spinge a commentare una ragazza. E poco importa se la sindaca è ad Auschwitz per il Viaggio della memoria. “Tutti qui sanno che senza la gara di solidarietà scattata dal basso per finanziare la riapertura della Pecora Elettrica Danilo e Alessandra (proprietari della libreria-caffetteria, ndr) non ce l’avrebbero mai fatta a ripartire”.

E in realtà non ce l'hanno fatta lo stesso. Così il nuovo incendio lascia il quartiere con un grande interrogativo senza risposta: chi ha interesse che via delle Palme resti deserta? Qualcuno punta il dito contro “il giro di spaccio e di prostituzione che da sempre insiste tra quelle strade e nel parco di fronte alla libreria”. Qualcun altro allarga lo sguardo alla trasformazione in corso in un quartiere popolare che dopo l’arrivo della metro C è diventato sempre più appetibile anche al mercato immobiliare.

Intervista prima del secondo incendio: "Emozionati ma questo quartiere sembra fuori controllo"

“Quanto accaduto alla Pecora Elettrica è un fatto grave ma rientra nella dinamica di mercificazione che il quartiere sta subendo ormai da anni”, raccontano dalla Rete Territoriale Antifascista di Roma Est. “Un quartiere popolare che ha visto un progressivo aumento degli affitti e del numero delle attività commerciali ma che ancora è vissuto da persone che si conoscono e che vivono una socialità estranea a queste logiche. In questo quadro si intrecciano gli interessi relativi allo spaccio di una serie di soggetti ai quali non mancano legami con l'estrema destra”.

Quando il corteo arriva davanti alla saracinesca bruciata della Pecora Elettrica sono ormai le nove di sera. In via delle Palme nessun lampione è acceso, il buio nasconde ogni cosa tanto che si fa fatica a vedere in viso le persone che nel frattempo hanno invaso la strada. “La Pecora Elettrica avrebbe portato luce e persone, a qualcuno dà fastidio”, hanno detto in molti durante il corteo durato circa due ore. Ma in via delle Palme è il momento dell’applauso, è il momento di rompere il buio con le torce dei cellulari cantando Bella Ciao. Lo striscione che ha aperto il corteo con la scritta ‘Combatti la paura. Difendi il tuo quartiere’ viene appeso alla recinzione del parco di fronte alla libreria. “Siamo tutti la Pecora Elettrica”, uno dei cori più ripetuti dando forza a un sentimento comune. Ma questa mattina, con le luci del sole, una nuova ferita: lo striscione nella notte è stato strappato. 

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