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Incendio alla Pecora Elettrica, parlano i titolari: "Abbiamo bisogno di tempo per elaborare"

Dopo ore di silenzio i gestori della libreria-caffetteria di via delle Palme prendono parola con un post su Facebook

Oltre la solidarietà di centinaia di persone, le dichiarazioni del mondo della politica e le indagini delle forze dell'ordine, dietro la saracinesca annerita della Pecora Elettrica per il momento resta chiuso il progetto dei gestori. Se la prima volta un crowdfunding sostenuto da decine di realtà territoriali aveva fatto ripartire quasi subito la corsa verso la riapertura, il secondo attentato alla libreria-caffetteria di via delle Palme richiede un momento di riflessione. 
La posizione dei gestori è arrivata ieri sera con un post su Facebook: "L'affetto che ci state nuovamente dimostrando ci riempie di gioia. Purtroppo, però, abbiamo ancora bisogno di tempo per pensare ed elaborare quanto è accaduto", scrivono.

La libreria era stata incendiata la prima volta nella notte tra il 24 e il 25 aprile. In sei mesi non è mai stato individuato un responsabile e nemmeno un movente. Poi la gara di solidarietà dal basso e la raccolta fondi arrivata a quasi 50 mila euro hanno fatto partire i lavori di ristrutturazione. Giovedì 7 novembre la Pecora Elettrica sarebbe dovuta riaprire. Il 9 ottobre viene bruciata una vicina pizzeria. Nella notte tra il 5 e il 6 novembre un nuovo incendio distrugge la Pecora Elettrica.

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Viene subito lanciato un appuntamento di solidarietà, diventa un corteo partecipato da migliaia di persone. Riparte anche una raccolta fondi. In merito i gestori specificano: "Ci teniamo a precisare che non abbiamo attivato direttamente nessuna raccolta fondi. Tuttavia, il crowdfunding lanciato spontaneamente sulla piattaforma gofundme è autentico e noi ne siamo i beneficiari. Se i soldi già donati non dovessero servire, come permette la piattaforma, la somma elargita tornerà ai donatori. Vogliamo precisare, inoltre, che le iniziative svolte e, che eventualmente si svolgeranno nei prossimi giorni, non sono convocate e promosse da noi".

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