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Al parco di Centocelle deve pensare Raggi: così il ministro Costa ammette i problemi, ma scarica la patata bollente

Comitati dal ministro dell'Ambiente, per chiedere l'accelerata sulla bonifica e riqualificazione del polmone verde contaminato dai rifiuti

Autodemolitori nel parco

Ha accolto le istanze dei cittadini, ha promesso di attenzionare il caso e di intervenire presso gli enti locali, ma non può fare di più. La competenza per legge è del Comune di Roma. Al parco archeologico di Centocelle, con i suoi rifiuti interrati e i livelli di inquinamento certificati, deve pensare Raggi. Lo ha detto chiaramente il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, per tramite della segreteria tecnica del ministero, a una delegazione di cittadini del comitato Pac Libero, Legambiente e Asud onlus, ricevuta stamani in via Cristoforo Colombo. 

Chiedono da due anni l'immediata bonifica dell'area del canalone ex Mussolini, nella zona est dell'area verde, con la rimozione dell'immondizia sotterrata con ogni probabilità dai tempi dello sgombero del campo rom Casilino 900. La stessa bonifica, mai fatta, che la sindaca ordinò con un'ordinanza. E ancora con lo strumento emergenziale dell'ordinanza ha imposto lo scorso novembre la chiusura di sei punti del parco, da recintare in un raggio di 10 metri. Laddove i comitati, insieme al CDCA - Centro di Documentazione Conflitti Ambientali e Source International, hanno effettuato delle analisi del suolo rilevando livelli di inquinanti sopra la norma.

Nell'ultimo bilancio triennale di Roma Capitale sono stati stanziati 500mila euro, sulla carta dedicati alla bonifica. Ma i cittadini, che attendono risposte dall'amministrazione ormai da anni, non si fidano. E continuano il pressing per avere progetti e tempi certi. Poi ci sono i venti autodemolitori sul lato di viale Palmiro Togliatti, che il Campidoglio ancora non ha trasferito altrove, e gli insediamenti abusivi, con annessi roghi tossici, che rendono lo spazio impraticabile. Da qui l'appello al ministro. Che ha assicurato di voler approfondire la questione, ma mettendo le mani avanti: la priorietà dell'area e la responsabilità della sua manutenzione, anche straordinaria, sono del Campidoglio. 

"La segreteria tecnica del Ministro, nella persona del dott. Tullio Berlenghi, ha ricevuto la delegazione e preso atto delle problematiche espresse" racconta Pac Libero. "Nel corso dell'incontro ha espresso preoccupazione per lo stato dei fatti, concludendo che, sebbene il Ministero non abbia competenze su un Parco comunale, si adopererà, tramite la Direzione competente, per sensibilizzare al coordinamento tra loro gli enti coinvolti, ossia Roma Capitale, Città Metropolitana e Regione". Ma che sia una questione urgente sembra innegabile. "Il ministro ha constatato la gravità delle criticità e il fatto che rappresentino un serio pericolo per la salute pubblica, sottolineando quanto sia necessario e urgente un coordinamento tra gli enti".

Intanto i comitati, che si muovono su più fronti, hanno ottenuto la richiesta da parte dei capigruppo di una seduta di Consiglio comunale interamente dedicata al parco. Si attende la calendarizzazione. Perché il polmone verde di Roma est, merita un'attenzione cittadina.

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