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Parco di Centocelle: l'ordinanza è scaduta ma della bonifica nemmeno l'ombra

Tutto fermo, come del resto i cittadini avevano ampiamente previsto. Dopo il primo smassamento dei rifiuti sulla rampa niente si è mosso. "Aspettiamo ancora il bando per la caratterizzazione dell'immondizia"

Sopralluogo nel canalone dei rifiuti

Scadeva oggi l'ordinanza della sindaca. Entro trenta giorni dalla notifica alle autorità competenti prescriveva l'avvio di un piano di bonifica del parco di Centocelle e della sua terra dei fuochi. E invece, come da premonizioni dei cittadini, non si è andati oltre il primo smassamento dei rifiuti sulla rampa del canalone. I fumi dell'incendio covante, quello scoppiato il 1 gennaio nelle cave di pozzolana sul lato ovest del polmone verde, tra gli strati di immondizia interrata, si sono placati. Resta l'odore nausente di trielina a fermare il respiro. E l'immondizia raccolta dalla ruspe che ancora aspetta di essere smaltita. 

"Ama ha dichiarato che non può occuparsi della caratterizzazione dei rifiuti, servirà fare un bando per cercare una ditta specializzata, solo allora si potrà operare per togliergli dal parco e smaltirli. Tempi biblici". Roberta Ricci, portavoce del comitato Pac Bene Comune, si fa portavoce della rabbia dei residenti. L'immobilismo amministrativo continua a tenere in scacco il parco. Non solo non è partita nessuna bonifica, ma ancora si attende l'istituzione di un tavolo dedicato, come promesso dall'assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari durante un'assemblea di due settimane fa al Villa De Sanctis.

"C'è l'osservatorio ambientale permanente ma noi chiediamo un luogo dove interlocuire con la politica". Poi continuano a mancare i fondi, quelli mai nominati nell'ordinanza scaduta. "Il dipartimento è stato messo nelle condizioni di non poter fare quella bonifica". E non sono ancora noti neanche i risultati delle verifiche effettuate da Arpa Lazio sui livelli di inquinamento di falda acquifera e terreno. Senza questi, "non si può assolutamente affermare che l'emergenza è finita". 

Intanto, in V municipio, il Coordinamento Popolare del PAC (che riunisce decine di comitati che lavorano da anni sul territorio) ha presentato in Commissione ambiente una proposta di mozione, accolta con favore e pronta a essere dicussa in Consiglio. Si chiede ancora una volta - recita la nota stampa - "la bonifica totale del parco, la delocalizzazione degli autodemolitori,  la trasparenza e informazione circa l’insediamento del cosiddetto Pentagono militare e l'apertura dei varchi per accesso della cittadinanza dai diversi lati del Parco". 

"I cittadini e i Comitati di tutti i quartieri del quadrante Sud Est di Roma (Centocelle, Quadraro, Torpignattara, Cinecittà), - continua la nota - restano vigili e pronti alla mobilitazione per la rapida risoluzione del problema, dopo che anche l’Ordinanza del Sindaco del 10 febbraio scorso ha visto passare le scadenze lì stabilite senza adempienza piena di quanto stabilito. In gioco c’è la salute di una popolazione di romani maggiore degli abitanti di una città come Verona".


 

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