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Il Parco di Centocelle di nuovo in commissione, dagli accessi agli autodemolitori: tutti i nodi da risolvere

La situazione della bonifica e dell'apertura dell'area è stata analizzata in commissione congiunta Cultura e Ambiente

Dagli accessi non previsti ai ricorsi degli autodemolitori. Tutti i nodi ancora da sciogliere in merito all’annosa vicenda del Parco archeologico di Centocelle sono finiti ieri sul tavolo di una commissione capitolina congiunta tra Ambiente e Cultura riunita in una seduta molto partecipata alla quale hanno preso parte diversi uffici amministrativi e tecnici. Assente invece la Soprintendenza di Stato, che avrebbe dovuto affrontare il problema della cosiddetta antica osteria romana, “ormai a rischio crollo a causa di un cedimento della copertura che determina l'entrata della pioggia nel monumento”. Al centro l’iter che dovrebbe portare alla riqualificazione e all'apertura di spazi oggi occupati da discariche abusive e sterpaglie.

“Con 2.659.997 euro rimessi in bilancio, questa Amministrazione sta portando avanti con fermezza e volontà politica un importante obiettivo che riguarda un parco rilevante non solo per la città di Roma ma a livello nazionale”, le parole di Eleonora Guadagno, presidente della commissione Cultura. “Ad oggi i fondi relativi al primo stralcio per la realizzazione del Centro espositivo, che si trova nella parte centrale del Parco, sono stati impegnati con due gare in corso di svolgimento”, ha spiegato in una  lunga nota successiva alla commissione. “Si attende che la Commissione di Gara valuti le offerte tecniche ed economiche per procedere con gli affidamenti entro dicembre 2019”.

A frenare il secondo stralcio, “relativo alla riqualificazione della zona contigua al Centro Espositivo che si estende verso Centocelle”, la necessità di modificare il progetto messo a bando, in particolare per quanto concerne gli accessi per i cittadini. Spiega Guadagno: “Il progetto per il quale fu fatto un bando nel 2013 va aggiornato rispetto alla normativa vigente con alcune variazioni da definire nel dettaglio, tra cui quelle relative agli accessi per i cittadini. Anche per gli step che prevedono la realizzazione del secondo stralcio ci si è posti come obiettivo di impegnare i fondi stanziati entro il 31 dicembre di quest’anno”. Il Campidoglio, spiega la consigliera, sta vagliando la possibilità di utilizzare “la graduatoria del bando del 2013 senza dover ricorrere a un nuovo bando”.

C’è poi la questione degli autodemolitori che sorgono nel parco lungo la via Palmiro Togliatti che sono “altamente impattanti sull’Area archeologica e paesaggistica”. L’Amministrazione capitolina, spiega Guadagno, “dopo un’attenta opera di censimento e valutazione del grave stato delle attività degli autodemolitori, che si concentrano sul territorio, di cui in gran parte abusivi, è in attesa di una decisione di merito da parte del TAR Lazio, che si esprimerà il 23 ottobre prossimo su tutti i ricorsi avviati”.

Infine il nodo delle “discariche abusive, dell’inquinamento e della tossicità del sito, oggetto di sversamenti continui da parte di privati, incendi e ogni azione di degrado perpetuate da anni, si sono fatti numerosi campionamenti grazie alle convenzioni con l’Università La Sapienza, con l’Arpa e il CNR. Le attività di rilevamento e di analisi di porzioni di suolo, sottosuolo e acque; nonché della qualità dell’aria, che ancora si stanno svolgendo, serviranno ad ottenere una mappatura completa dello stato delle cose, al fine di avviare mirate azioni di bonifica ad opera dell’Amministrazione, in collaborazione con la Regione Lazio”. L’obiettivo, ha ribadito Guadagno, è “garantire un’azione integrata tra uffici e parte politica, al fine di accelerare tutti gli atti opportuni alla musealizzazione dell’Area archeologica con l’accessibilità alla Villa delle Piscine che vi si trova”.

“Il nostro obiettivo come Movimento 5 stelle”, ha aggiunto l’assessore all’Ambiente del V municipio, Dario Pulcini “è quello di restituire in tempi rapidi un importante polmone verde alla cittadinanza. Sappiamo che è un percorso in salita, ma ce la stiamo mettendo tutta e abbiamo già svolto le indagini per la bonifica. Ricordo che, per effettuarla, abbiamo stanziato 500.000 euro che verranno impegnati questo anno”.

"Ieri siamo stati in commissione ed abbiamo registrato che molti sono i problemi che - ancora, ancora e ancora - attendono soluzione", il commento dei cittadini del comitato Pac Libero. "Dopo anni di sollecitazioni e richieste, al momento a frenare l'iter per la realizzazione del Parco è l'apertura di altri accessi, almeno lato via Palmiro Togliatti, Via Papiria e da Tor Pignattara, non previsti nel progetto del secondo stralcio. Ma anche la delocalizzazione degli autodemolitori è ferma. Occorre aspettare - ancora, ancora e ancora - la decisione del Tar, del prossimo 23 ottobre".

“Avendo toccato con mano la complessità del problema e l’inefficacia di quanto messo in campo fino ad oggi, crediamo che l’unica soluzione sia l’apertura di un tavolo interistituzionale con Roma Capitale, la Città Metropolitana e la Regione Lazio in modo tale che si possano coordinare tutti i dipartimenti competenti per area”, commenta Cristiana Trizzino del comitato Pac Libero. “E’ incredibile come ancora non esista un cronoprogramma che stabilisca come sciogliere i nodi che ancora abbiamo di fronte. In questo momento è invece l’unica possibilità per dare soluzione a questo gomitolo complesso, sicuramente ereditato dal passato e frutto di anni di immobilismo che hanno fatto fermentare i problemi ma che questa amministrazione si sta rivelando non all’altezza di affrontare”.

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