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Parco di Centocelle, non si sa chi è il proprietario: fermi tutti i progetti

Dopo 28 anni dalla cessione di proprietà dal Demanio militare, l'iter non è si ancora concluso. A rischio i fondi per la musealizzazione dei resti archeologici

Niente valorizzazione dei resti archeologici, finché non si scopre chi è sulla carta il proprietario del terreno. Eccola l'ennesima beffa per il parco di Centocelle. Non bastava l'inquinamento certificato del suolo che potrebbe portare a una parziale chiusura del polmone verde, il degrado, la sporcizia, i cantieri per la riqualificazione fermi da anni, i roghi tossici, i rifiuti interrati. Ci mancava che fosse un paradosso burocratico a frenare il tentativo, seppur timido, di rinascita.

"Il progetto di musealizzazione è bloccato" spiega a RomaToday la presidente della commissione Cultura Eleonora Guadagno, perplessa - è un eufemismo - per la notizia appena appresa dagli uffici del dipartimento Patrimonio in commissione Cultura: l'iter di cessione della proprietà dell'area non si è mai concluso. Passata dal Demanio militare al Comune di Roma a inizio anni '90, dopo l'apposizione dei vincoli archeologici da parte della Soprintendenza, mancherebbe la trascrizione finale in Conservatoria, l'ufficio dove vengono depositati gli atti nei passaggi di proprietà. Ma in 28 anni il dato non è mai venuto fuori, nonostante il Comune abbia avviato altri lavori - minimi - sul terreno. Che addirittura potrebbero risultare irregolari. 

"Non è la prima volta che succede" spiega in commissione Emilio Giacomi, ex assessore all'Ambiente del V municipio e membro del Wwf Lazio e di Italia Nostra. "Ci sono diversi parchi nell'area est della città che non sono mai stati completati per questo stesso motivo. Espropri e cessioni mai completati". Certi, il proprietario nel caso specifico è sempre il pubblico, quindi si presuppone che anche nel caso in cui il parco risultasse effettivamente ancora in capo al Demanio, si possa avviare un dialogo in funzione della restituzione del parco ai cittadini. Il problema è un altro. Il passaggio, dal punto di visto meramente burocratico, è da risolvere. E il tempo scorre. 

"Per il progetto di musealizzazione dei reperti i fondi che abbiamo stanziato andranno persi a fine anno se non pubblichiamo il bando" spiega Guadagno. Tocca convocare l'Avvocatura capitolina per derimere la questione. Un assurdo della macchina amministrativa di questa città che rischia di far saltare ancora una volta le promesse fatte ai cittadini. Con la riqualificazione di un tassello centrale della periferia est che si allontana sempre di più. 


 

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Commenti (3)

  • a volte la realtà è più surreale di bufole e fake news...

  • dopo questo meglio andare a dormire

    • No, dopo questo e tanto altro, é meglio andarsene da questa città

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