Centocelle Today

Parco di Centocelle, per gli amministratori "l'emergenza è finita". Cittadini infuriati

Due verità a confronto. La prima di municipio e dipartimento Ambiente: "Nessuna terra dei fuochi, parliamo di rifiuti urbani". La seconda di comitati e associazioni, sul piede di guerra: "Non vi azzardate"

Boccuzzi e Montanari in assemblea

Le slide del municipio con tutti gli interventi fatti, i dati di Arpa Lazio sulla qualità dell'aria, "è tutto nella norma", i rifiuti che non sono pericolosi, "sono rifiuti urbani" quindi "non si può parlare di terra dei fuochi". Nel parco di Centocelle, per gli amministratori locali, è tutto sotto controllo. Sul lato ovest, nel canalone dei rifiuti interrati oggetto di un'indagine della Procura, lo stesso che appesta i residenti con fumi continui dal 1 gennaio, sono intervenuti sabato scorso i tecnici del dipartimento Ambiente, in ottemperenza a quanto richiesto dall'ordinanza della sindaca Raggi. E chiamati ieri insieme al presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi, a partecipare a un'assemblea pubblica a Villa De Sanctis, hanno rendicontato ai cittadini quanto fatto e quanto ancora resta da fare. Un quadro forse troppo roseo. 

A irritare profondamente comitati e associazioni le dichiarazioni che in apertura della riunione sembrano quasi sminuire l'emergenza. Che anzi, "non è un'emergenza". Il dottor Pelusi, direttore del dipartimento Ambiente, vuole rassicurare i presenti: "Non ci risulta una situazione grave". In base a cosa? I metri cubi di rifiuti smassati dalla rampa non sono rifiuti pericolosi, "almeno a vista non ci sono fusti inquinanti". A vista, perché ancora siamo in attesa della caratterizzazione che consentirà di procedere allo smaltimento. Poi, altro elemento che dovrebbe tranquillizzare i residenti che hanno respirato per 40 giorni nebbie asfissianti, i risultati dei rilievi di Arpa effettuati su campioni d'aria scandagliata da due centraline. "I valori rientrano nei limiti di legge". 

Però, come poi ribattuto dai comitati, i sensori per i rilievi sono stati installati a monte del canalone, contro vento rispetto alla direzione dei fumi, e sopra la voragine di via di Centocelle dove l'incendio ha trovato uno sfogo per settimane, ma quando questa era già stata coperta con delle assi di legno. Non proprio due luoghi strategici. Ancora, aspetto centrale, non si sa ancora niente delle analisi che riguardano terra e acque di falda. Insomma, per i cittadini dichiarare l'emergenza finita è un azzardo imperdonabile. "Vergognatevi", "non siete credibili", "non ci ammazzarete gratis", "davvero volete farci credere che è tutto a posto?". Commenti di rabbia si levano dal pubblico, un centinaio di residenti pronti alle barricate pur di tutelare la loro salute. 

Messi alle strette dall'altra verità, quelle delle "contro slide" presentate dal Pac Bene Comune, con la cronistoria fatta di inefficienze, ritardi, tentennamenti, mancate risposte ai cittadini, e domande incalzanti su tempi e azioni future, i tecnici capitolini tornano alla realtà. In effetti è più corretto dire che "l'emergenza è finita per quanto riguarda l'aria". Mancano gli altri dati, fondamentali. Poi, l'intervento di pulizia della rampa effettuato il 4 marzo rientrava nella prima parte di quanto prescritto nell'ordinanza. La seconda (da portare a termine entro 30 giorni dalla notifica dell'atto quindi entro il 22 marzo) prevede un piano di bonifica profondo della rete caveale su tutto il parco. Ed è ancora lontanissima dall'attuazione. "Ci stiamo lavorando in sinergia con tutte le autorità competenti" spiega ancora Pelusi. Ma certo rispettare i tempi "sarà molto difficile". Non è poi detto che possa intervenire Ama, potrebbe servire un bando di gara.

In tutto questo mancano i fondi. Non c'erano impegni di spesa nell'atto della prima cittadina e lo ammette lo stesso assessore Pinuccia Montanari, presente in assemblea (QUI IL VIDEO DELL'INTERVENTO). "Sono onesta, i soldi al momento non sono disponibili. Parliamo di una spesa ingente. Conoscete tutti le condizioni disastrate del bilancio di questo Comune". Ma ci mette la faccia e prende l'impegno di reperirli al più presto insieme al dipartimento - "tenteremo con i bandi europei e con l'aiuto di Stato e Regione" - garantendo massima trasparenza e comunicazione con i cittadini. Gli stessi che nello scorse settimane hanno lamentato prima di tutto un'assenza quasi totale a livello comunicativo. "Faremo un tavolo tecnico dove tutti potranno partecipare". La proposta getta almeno un po' d'acqua sul fuoco. 

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