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Centocelle, su L'Alveare scatta l'interrogazione: "Un'altra associazione resta nello spazio senza bando"

L'interrogazione è stata presentata dal consigliere Fdi Francesco Figliomeni

Il giorno dello sfratto de L'Alveare

Da una parte lo sfratto di un'associazione da uno spazio di proprietà del municipio V perché assegnato senza bando. Dall'altra una concessione, sempre in locali pubblici, senza bando, sempre ad un'associazione. La prima è un coworking con spazio baby, la seconda un centro antiviolenza. "Pur apprezzando le attività condotte da entrambi", "quali sono le motivazioni?". E' quanto chiede il consigliere comunale di Fdi, Francesco Figliomeni, in un'interrogazione presentata oggi alla sindaca Virginia Raggi e agli assessori competenti, indirizzata anche all'ente guidato dal presidente Giovanni Boccuzzi. 

Il riferimento è alla nota vicenda de L'Alveare di via Fontechiari 35, il coworking con spazio baby chiuso all'inizio di aprile su richiesta del V municipio che, si legge nell'interrogazione, ha giudicato l'associazione "un occupante senza titolo in mancanza di rinnovo di concessione, provvedimento quest'ultimo che necessita di un bando pubblico".   

Il centro antiviolenza Dalia ha aperto invece al Pigneto "uno sportello per la prevenzioe della violenza sulle donne, in grado di fornire assistenza legale e psicologica a chi è vittima di abusi e maltrattamenti", continua l'interrogazione. La concessione risale al 2014, prorogata nl 2016 con una direttiva della Giunta del V municipio scaduta alla fine di quell'anno. In questo caso, però, l'associazione Dalia "svolge la sua attività in sinergia con il consultorio del Pigneto, e a oggi risulta esercitare regolarmente la propria attività nei locali di Roma Capitale, senza la realizzazione del bando pubblico". Così è scattata la richiesta alla sindaca.

“Non ho presentato questa interrogazione perché ho interesse a penalizzare il centro antiviolenza, ma voglio capire se sono stati utilizzati due pesi e due misure”, spiega il consigliere Francesco Figliomeni. “Se c’è trasparenza, le procedure devono essere uguali per tutti. Attendo una risposta e siccome questa spesso non arriva sono pronto ad avanzare denuncia al prefetto in caso di silenzio”. 

Raggiunto da Romatoday, il presidente del V municipio Giovanni Boccuzzi ha spiegato: “L’Alveare era un asilo non autorizzato. Abbiamo chiesto più volte alla cooperativa di regolarizzare l’attività ma non è stato fatto e alla fine ci hanno restituito le chiavi. In quello spazio ora ci faremo una ludoteca. Inoltre non era un’attività puramente sociale ma lucrativa. L’associazione Dalia invece svolge un’attività molto importante per il territorio che il municipio condivide pienamente”. 

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In relazione all’assenza di autorizzazioni Romatoday ricorda che le responsabili de L’Alveare hanno da sempre replicato sostenendo di non aver avuto bisogno delle autorizzazioni indicate dal municipio in quando un coworking con spazio baby, non è assimilabile a un nido perché i genitori lavorano nello stesso posto in cui vengono tenuti i bambini. 

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