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Centocelle, sul consultorio di via Casilina le donne replicano a Fdi: "Strumentalizzate la nostra lotta"

Gli esponenti di Fdi avevano criticato l'amministrazione pentastellata per la mancata riapertura del consultorio

"Nessuna campagna elettorale sui nostri corpi". Risponde così il coordinamento delle assemblee delle donne e delle libere soggettività dei consultori di Roma e del Lazio alla polemica politica sollevata nei giorni scorsi da alcuni esponenti di Fratelli d'Italia sulla mancata riapertura del consultorio di via Casilina 711, oggetto delle rivendicazioni delle donne da ormai qualche mese. "Diciamo no a chi strumentalizza le nostre lotte e si appropria dei nostri messaggi a fini elettorali", si legge in una nota del coordinamento.

Nel mirino c'è un comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi dal consigliere e vicepresidente dell'Assemblea Capitolina Francesco Figliomeni e degli esponenti di Fdi municipali Christian Belluzzo che puntava il dito contro l'amministrazione pentastellata in Campidoglio e in Municipio chiedendo l'apertura del consultorio e lo sgombero dell'occupazione abitativa che nel frattempo si è creata nella parte dell'immobile relativa all'asilo Zigo Zago.

"Nel post", scrive il coordinamento delle donne, "è stata pubblicata la fotografia dello striscione che chiede l'immediata apertura del consultorio senza nessun riferimento al fatto che è stato affisso il 26 maggio sul cancello di via Casilina 711 durante un presidio organizzato proprio dal nostro coordinamento. Ipocrisie e contraddizioni emergono in modo lampante quando si rivendica nel post la necessità di 'consentire alle tante donne di avere delle risposte dal punto di vista socio-sanitario'.

La protesta per riaprire il consultorio. Intanto una parte dello stabile viene occupata

Non dimentichiamo il sostegno dato negli anni passati alla proposta di legge Tarzia che di fatto ha provato a smantellare i consultori pubblici nella nostra regione. Non dimentichiamo le posizioni di tanti esponenti di Fratelli d'Italia che danno vita e partecipano attivamente al movimento Prolife e ai vari congressi della famiglia che negano il diritto all'interruzione di gravidanza, all'assunzione della pillola abortiva RU486, che non riconoscono l'autodeterminazione di genere e di orientamento sessuale considerandola patologica". Continua la nota: "È questo che infatti trova spazio in modo coerente nelle linee guida dei consultori".

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La nota si conclude con solidarietà alle famiglie in emergenza abitativa: "Come abbiamo già spiegato chiaramente, l'occupazione di via Casilina 709 attigua al consultorio, non può essere la scusa utilizzata da Asl e Municipio per non procedere alla riapertura visto che i locali occupati non riguardano la parte della strutturaconsultoriale". 

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