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Centocelle Messico e nuvole: da 'Libre' tequila e mezcal conquistano il quartiere

Due fratelli e un sogno: aprire un tequila bar nel quartiere dove sono nati e cresciuti. Ce l'hanno fatta. Da Libre il miglior margarita di Roma est

Metti la tequila come ingrediente base, due giovani fratelli con il fiuto per gli affari e un quartiere sulla cresta dell'onda ma con gli affitti ancora abbordabili, e hai davanti Libre, il primo tequila bar di Roma est. Aperto lo scorso settembre in via dei Gelsi, dietro l'idea e la sua realizzazione ci sono Valerio e Tiziano, 26 e 29 anni. Romani, di Centocelle, hanno deciso di chiudere una paninoteca in pieno centro per dedicarsi al loro progetto: gestire un locale lì dove sono cresciuti. Un regalo al loro quartiere e un'occasione per mettersi in gioco. 

"Ho fatto il liceo classico, poi la triennale in economia, poi sono andato un anno in Florida e ho lavorato come cameriere. Lì il margarita lo bevono come da noi lo spritz". Valerio ci racconta come è nato Libre. "Mi sono appassionato alla cultura messicana che lì si respira tantissimo, e quando sono tornato a Roma ho cercato un locale dove bere della buona tequila. Da lì mi è venuta l'idea". Un bar dedicato a tequila e mezcal, i due distillati messicani per eccellenza. "Insieme a mio fratello ci siamo dati da fare, abbiamo ceduto un locale che gestivamo in centro e ci siamo lanciati". Sfruttando anche loro la "primavera" di Centocelle e l'ondata di nuove aperture: locali, coctkail bar, ristorantini alla moda che stanno trasformando profondamente il tessuto commerciale della zona. 

"Gli affitti sono ancora relativamente bassi qui, noi paghiamo 800 euro al mese per circa 100 metri quadrati. E' un buon momento, in tanti stanno aprendo adesso nuove attività - racconta Valerio - fino a qualche anno fa c'erano solo un paio di pub". Ora il quadro è cambiato, ma loro sicuramente si distinguono per l'originalità del menù. Il margarita va per la maggiore, accompagnato da taglieri, tacos, pollo e salmone. Ma i clienti, piano piano, sembrano apprezzare anche il mezcal. "Basta spiegare da dove viene, raccontarlo, come la tequila è un distillato dell'agave, ma si ottiene con un processo diverso". Altrimenti ci sono i long drink a base di tequila preparati da Roberto, il bar tender, con sciroppi 100 per cento naturali. 

All'arredo invece ha pensato Valerio, il fratello più grande. "E' appassionato di design, ha fatto tutto lui per quanto riguarda la parte estetica". Lo stile minimal, le luci soffuse, i colori scuri richiamano l'atmosfera dei vecchi "barracci" sepolti nei seminterrati delle grandi capitali sudamericane, tutto ovviamente rivisitato in chiave ultra moderna. E già, a nove mesi dall'apertura, ci sono i primi clienti abituali del quartiere. "Ancora è presto per tirare somme, ma stiamo avendo un buon riscontro".

Centocelle nuovo Pigneto? "Speriamo, ma solo nel senso della quantità di persone e potenziali avventori che arrivano nel quartiere. Per il resto purtroppo il Pigneto, come San Lorenzo, non sono esempi proprio positivi". E comunque, secondo Valerio, è improbabile che i due quartieri finiscano per somigliarsi. "Centocelle è fatta diversamente, parlo proprio da un punto di vista urbanistico". Manca un luogo di aggregazione all'aperto che faccia da teatro alla movida alla notturna. Per adesso va bene così, al bancone del Libre nessuno si lamenta. 

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